Lago di Nemi, al via le operazioni di ricerca della terza nave romana

Un'ecosonda radar potrebbe svelare il mistero dell'imbarcazione inabissata all'epoca di Caligola

Ai Castelli, sono in molti a sperare che questa sia la volta buona: dopo anni di studi, ipotesi e attese di una risposta da parte degli organi competenti, sono finalmente cominciate le operazioni di scandaglio del fondo del lago di Nemi, con l’obiettivo di imbattersi nei resti della terza nave di epoca romana la cui esistenza è attestata dalle fonti antiche, ma che non era stata rinvenuta nel 1929, quando un prosciugamento parziale del bacino aveva permesso il recupero delle carene delle altre due imbarcazioni.
Per tre giorni, un’ecosonda radar fornita dall’ARPA Calabria andrà sulle tracce del manufatto risalente all’epoca dell’Imperatore Caligola. In occasione del debutto dei lavori, il Comune di Nemi, la Capitaneria di Porto Roma Fiumicino e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio hanno invitato la stampa a bordo dei mezzi di monitoraggio, per informare sul contesto e sull’importanza dell’intervento.
La visita è proseguita presso il Museo delle Navi Romane, progettato da Luciano Morpurgo negli anni 30 per ospitare i resti delle due imbarcazioni recuperate all’epoca, così come altri reperti archeologici rinvenuti nell’area dei Castelli Romani. Una struttura che, nelle intenzioni della dirigenza, si sta preparando a una fase di rilancio.
L’osservazione dei fondali del Lago di Nemi sarà utilizzata anche ai fini di un’eventuale bonifica di superfici dove rifiuti non biodegradabili potrebbero essere stati fatti inabissare nel corso dei decenni.

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