Caso Gnahoré, la Corte Sportiva d’Appello boccia la Ternana

"Il Perugia ha correttamente impiegato il giocatore nel derby"

PERUGIA – La Corte Sportiva d’Appello aveva preso tempo e a distanza di 20 giorni è arrivata al giudizio. Seconda bocciatura per la Ternana che lamentava un presunto tesseramento irregolare del giocatore del Perugia Eddy Gnahoré. Il primo ricorso era stato respinto dal giudice sportivo perché “infondato nel merito”. Il tesseramento del grifone arrivato a gennaio a Pian di Massiano, e sceso in campo nel derby del Liberati, è legittimo, nonostante le presunte irregolarità rilevate dalla Ternana per i 4 passaggi di casacca del centrocampista francese da Carpi a Napoli fino al Perugia, passando per il Crotone.
Motivazioni Le NOIF prevedono per un giocatore un massimo di 3 tesseramenti nella stessa stagione e, nonostante le 4 società coinvolte, per la Corte sportiva d’Appello “la Società Perugia – si legge nelle motivazioni della sentenza – ha correttamente impiegato nella gara Ternana-Perugia il calciatore Gnahore, avendo ricevuto il visto di esecutività sul trasferimento dello stesso da parte dell’Ufficio Tesseramenti della Lega Nazionale Serie B”.
Tutto regolare La stessa Corte precisa che anche con il Visto di esecutività il calciatore potrebbe trovarsi in posizione irregolare ma solo se la società fosse chiamata ad un ulteriore adempimento che in questo caso non era richiesto. Come dire che il Perugia ha operato in maniera corretta e Gnahoré è sceso legittimamente in campo nel derby. “Per questi motivi – si legge ancora nel comunicato ufficiale – la C.S.A. respinge il ricorso dalla Società Ternana Calcio S.p.A. di Terni. Diponendo l’addebito della tassa reclamo”.

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