100 opere di Jean Michel Basquiat in mostra al Chiostro del Bramante

Tele, disegni e ceramiche in esposizione fino al 15 settembre 2017. L'allestimento è curato da Gianni Mercurio

Graffitismo, arte povera, primitivismo, afroamericanismo: alla personalità di Jean Michel Basquiat sono state associate tutte queste etichette, e molte altre ancora, senza che nessuna lo abbia descritto pienamente.

“Papà, un giorno diventerò molto, molto famoso”: una frase che col tempo si è dimostrata di una profeticità tragica. Plasmata in 27 anni bruciati sull’altare del successo artistico e di una fragilità interiore che lo ha condotto tra le braccia delle droghe, l’opera di SAMO, lo pseudonimo con cui Basquiat si presentò sulla scena del graffitismo non ancora ventenne, rimane un pozzo da cui attingere interpretazioni sempre nuove. Non è quindi una ripetizione, ma è un nuovo incontro la retrospettiva che si è aperta al Chiostro del Bramante 15 anni dopo la prima esposizione di dipinti di colui che è stato il primo afroamericano a ricevere altissime quotazioni nelle gallerie d’arte.

Attraverso un percorso fatto di tele, disegni, serigrafie e perfino ceramiche, la mostra offre una lettura di Basquiat come artista lontano dal formalismo e guidato dall’urgenza dell’impegno e di una genuina riscoperta delle radici culturali.

Non poteva mancare una sezione dedicata alle opere realizzate a 4 mani con Andy Warhol che di Basquiat fu mentore, sodale e anche qualcosa di più.

“Jean Michel Basquiat – New york City” è organizzata da DART Chiostro del Bramante e dal Gruppo Arthemisia, con la collaborazione della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. I battenti rimarranno aperti fino al 2 luglio 2017.

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