L’Avvocatura nega il parere sullo stadio della Roma. L’opposizione: “Questa è la trasparenza dei 5 Stelle”

Esisterebbe solo una copia del pronunciamento dell'ufficio legale del Campidoglio e sarebbe nelle mani della sindaca Virginia Raggi
La lupa del Campidoglio, Roma, 2 dicembre 2014. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Un foglio redatto in un unico originale, non scansionato e consegnato in busta chiusa nelle mani della sindaca. Affinché fosse la sola a possederne una copia.

Non si tratta di un documento dei servizi segreti bensì del più innocuo parere dell’Avvocatura sullo stadio della Roma.

Tutto nasce dalla richiesta di accesso agli atti fatta dal vice presidente dell’Assemblea capitolina, il consigliere Andrea De Priamo. La risposta dell’ufficio legale del Campidoglio è secca: a causa della natura estremamente riservata della questione, il parere non è stato registrato da nessuna parte, quindi non può essere fornito ai consiglieri. Con buona pace della trasparenza a 5 stelle.

La questione non è da poco infatti sarebbe stato proprio il parere dell’Avvocatura a spingere la Prima Cittadina di Roma a cambiare posizione sulla struttura di Tor di Valle. Proprio il rischio concreto per Roma Capitale di incorrere in una causa legale, con richiesta di risarcimento da parte dei proponenti in caso di bocciatura del progetto, avrebbe portato la sindaca a più miti consigli. Tanto da raggiungere i extremis l’accordo con le cubature dimezzate.

Intanto è saltata la trasferta newyorkese della Raggi che avrebbe dovuto partecipare al Women for Climate. Per parlare del cambiamento climatico. Ma il maltempo l’ha bloccata e rimarrà a Roma.

Dove intanto venerdì ci sarà un nuovo incontro con James Pallotta per visionare il rendering del nuovo progetto di costruzione a Tor di Valle. Ma le opposizioni insorgono e denunciano l’amministrazione per aver fornito a un cittadino statunitense più informazioni di quante ne abbiano i consiglieri capitolini.

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