Forum Kosovo: una giornata di incontri al vertice presso l’Italian Trade Agency

Risorse naturali, una produzione interna in espansione, una manodopera giovane e abbondante: sono solo alcuni dei punti di forza che, dopo i drammatici anni della guerra e il sofferto...

Risorse naturali, una produzione interna in espansione, una manodopera giovane e abbondante: sono solo alcuni dei punti di forza che, dopo i drammatici anni della guerra e il sofferto percorso che ha condotto all’indipendenza, possono fare oggi del Kosovo una sorta di nuova frontiera per i progetti di investimento degli imprenditori europei.
La vicinanza geografica, poi, rende l’Italia un potenziale interlocutore economico di prim’ordine.
Un quadro di condizioni favorevoli che sono state poste all’attenzione in occasione del Forum Kosovo, una giornata di incontri ai massimi livelli tra autorità istituzionali, organizzazioni governative e operatori economici organizzato a Roma dall’Italian Trade Agency e da Kiesa, suo omologo nel paese balcanico.
La giornata di lavoro si è aperta con gli incontri istituzionali ai massimi livelli, alla presenza del primo ministro Isa Mustafa e di diversi esponenti del governo kosovaro.
Una partecipazione ai massimi livelli, frutto del lavoro dell’Ambasciata a Roma, che ha colto l’occasione per riconoscere il ruolo chiave dell’Italia nello sviluppo del Kosovo
Dopo gli interventi delle istituzioni, la giornata è proseguita con sessioni tecniche di lavoro e con l’opportunità di approfondire legami commerciali tramite incontri business to business e government to business tra aziende italiane e controparti kosovare.
Occasioni per fare il punto non solo su quanto già acquisito, ma anche su tutte le condizioni che gli imprenditori italiani si aspettano di trovare nel prossimo futuro
La delegazione kosovara ha fatto del proprio meglio per trasmettere l’idea di rappresentare un paese sulla via della stabilità, che ricerca nell’integrazione europea la cifra del proprio futuro, allontanando una volta per tutte i fantasmi della guerra, dell’insicurezza e di un carente stato di diritto.
Una sfida in più per Bruxelles, in una fase storica in cui l’Unione sembra giocarsi molto del proprio futuro.

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