La corsa di Miguel. Quando l’atletica incontra la solidarietà

Si è tenuta allo stadio dei Marmi la XIX edizione della gara

Tutti insieme nel nome di Miguel. Per il diciottesimo anno consecutivo, gli amanti dell’atletica hanno partecipato in massa alla corsa entrata ormai nel cuore dei romani. Una fiumana di partecipanti ha colorato il tratto che va Dal piazzale della Farnesina, allo stadio Olimpico.
Due percorsi, anche quest’anno: da 4 e 10 chilometri per correre contro il razzismo. Ma la corsa è attiva tutto l’anno nel sostegno di progetti di sensibilizzazione alle tematiche sociali.
Ma a chi è intitolata la corsa? Miguel Benancio Sanchez era un giovane argentino. Un ragazzo amante della vita, della poesia e della corsa. Nel 1978, come tanti suoi coetanei colpevoli solo di essersi interessati di politica, fu rapito e ucciso dalla dittatura dei colonnelli.
Tanti i giovanissimi. Infatti la competizione è da anni gemellata con molte scuole romane. Grazie alla corsa di Miguel molti ragazzi hanno conosciuto la storia dei desaparecidos argentini, giovani scomparsi, che hanno lasciato un vuoto incolmabile. E hanno imparato soprattutto come lo sport vada oltre la semplice competizione agonistica. Perché, nella sua espressione più alta, la corsa può e deve diventare uno strumento per imparare a stare insieme e a condividere i valori della giustizia e dell’inclusione.
Per chi c’è stato e per chi vorrà esserci, la corsa dà appuntamento all’anno prossimo. A quella che sarà la XIX edizione della corsa di Miguel.

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