Raggi è eleggibile. Adesso la sindaca chiede: “Fatemi lavorare”

I giudici della prima sezione del tribunale civile hanno rigettato il ricorso presentato dall'avvocato Venerando Morello contro la prima cittadina.

Virginia Raggi può tirare un sospiro di sollievo. I giudici della prima sezione del tribunale civile hanno infatti rigettato il ricorso presentato dall’avvocato Venerando Morello contro la prima cittadina.

A finire sotto la lente della magistratura era stato il contratto pre elettorale che la sindaca aveva firmato con il Movimento 5 Stelle in cui si obbligava al pagamento di una penale. 150mila euro da versare nel caso in cui avesse violato il codice etico del Movimento. Secondo i giudici, non solo il contratto non è causa di ineleggibilità ma l’avvocato vicino al Pd dovrà anche risarcire le spese legali alle parti da lui citate in giudizio.

“Il problema è che non riescono ad accettare la sconfitta ed il fatto che stiamo riportando la legalità”, commenta Virginia Raggi, sul blog di Beppe Grillo. Nelle ultime ore è stato diffuso un sondaggio che dà in calo vertiginoso la popolarità della prima sindaca di Roma. Ma la Raggi rivendica con forza la bontà della sua amministrazione che paragona a degli operai intenti a scavare le fondamenta di una costruzione solida. E definisce Raffaele Marra, suo fedelissimo finito agli arresti a Regina Coeli con l’accusa di corruzione, un errore che oggi non rifarebbe. Ma una sola cosa chiede la sindaca: quello che è stato concesso a tutti i sindaci della capitale. Il tempo, necessario per realizzare il programma.

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