Ticket per visitare il Pantheon: Franceschini ci lavora, Bergamo è contrario

L'ipotesi divide i turisti, il vice sindaco esprime le sue perplessità: «Così si sottrae un bene che fa parte della vita civile della Capitale»

È guerra aperta sul Pantheon tra il ministro Dario Franceschini e l’assessore alla crescita culturale di Roma Luca Bergamo. Capolavoro architettonico, autentica opera d’arte, nonché icona della Città Eterna. Secondo dati recenti, il Pantheon sarebbe il monumento statale italiano più visitato nel corso del 2016. Un vero polo d’attrazione, ma soprattutto meta imprescindibile per chi viene a Roma in qualità di turista.

Alla luce di quelli che sono gli alti costi di gestione, il ministro ai Beni e alle Attività culturali e al Turismo apre alla possibilità di rendere a pagamento l’ingresso. In realtà sembra che le procedure siano già ben avviate: lo stesso Franceschini sarebbe al lavoro per mettere tutto nero su bianco entro la fine dell’attuale legislatura. Ovviamente il costo degli eventuali ticket non sarebbe così alto: l’idea è di stabilire una cifra bassa, se non altro simbolica.

Considerando la media di circa 7 milioni di visitatori all’anno, con dei precisi introiti si potrebbero fronteggiare le spese per preservare la struttura, mentre il ricavato potrebbe contribuire al fondo di solidarietà, versando il 20% degli incassi. Se l’introduzione dei biglietti divide chi viene da fuori, il vice sindaco ha comunque una visione diversa rispetto a Franceschini. Bergamo parla chiaro: «Roma non è un museo per turisti, far pagare il biglietto è sbagliato perché sottrae un bene che fa parte della vita civile della Capitale».

Una presa di posizione netta. Ma bisognerà vedere quanto la giunta capitolina sarà in grado di ostacolare i piani di Franceschini.

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