Campidoglio, dubbi sul dopo Muraro e in aula si sfiora la rissa

Tensione tra PD e Movimento 5 Stelle, i vertici del partito spingono per un nuovo assessore all'ambiente

Scaramucce di fine anno. Il caso Muraro si ripercuote in Campidoglio. A poche ore dall’addio dell’assessore all’ambiente, in aula Giulio Cesare nervosismo e malumori rischiano di originare una vera rissa.

Accade tutto in occasione della seduta per discutere del bilancio. I democratici lamentano l’assenza del sindaco in un momento di evidente crisi. Il consigliere Orlando Corsetti vuole Raggi in aula, anche per revocare la macrostruttura Ama decisa proprio da Muraro. Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina, respinge la richiesta.

I consiglieri del PD espongono cartelli polemici nei confronti di Raggi, Corsetti va ad occupare il posto del primo cittadino e l’ala grillina si ribella. Dallo scontro con Enrico Stefàno e Pietro Calabrese volano parole pesanti e la tranquillità viene ristabilita a fatica.

A Palazzo Senatorio non tira un’aria buona. Il passo indietro di Muraro ha generato nuove tensioni. L’ex consulente di Ama si sfoga e dice di essere stata fermata nel tentativo di rinnovare l’azienda. I pentastellati premono invece per trovare in fretta un sostituto.

Raggi ha assunto le deleghe in via temporanea, ma sul futuro della poltrona ci sono idee divergenti. Quelle del sindaco, secondo cui non è da escludere un ritorno di Muraro al termine delle indagini, e quelle dei vertici del Movimento. L’entourage di Grillo vorrebbe subito voltare pagina e avrebbe già individuato un’altra figura. Non semplice prevedere l’epilogo, di certo ci saranno nuovi attriti.

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