Campidoglio, Berdini esclude le dimissioni ma è scontro con Raggi

Rimane il malcontento per l'assessore capitolino all'Urbanistica: pesano le visioni diverse sul nuovo stadio della Roma

Qualcuno parla di “strappo” e se le dimissioni sono da escludere, è difficile negare che ci siano punti di vista differenti. Quelli tra Virginia Raggi e Paolo Berdini, assessore capitolino all’Urbanistica. In buona sostanza Berdini non vuole dialogare con i privati, il sindaco la pensa in maniera opposta. Una divergenza pesante, se non altro perché in Campidoglio sono programmati interventi precisi. Lavori che interesserebbero mercati generali, caserme, Fiera di Roma e Torri dell’Eur.

L’assessore ha sempre espresso la volontà di realizzare opere pubbliche con soldi pubblici. Un obiettivo ribadito anche di fronte all’assemblea dei costruttori riguardo del nuovo stadio della Roma. L’impianto pensato per nascere a Tor di Valle avrebbe innescato una discussione tra sindaco e assessore. La struttura rientra nei parametri della giunta, a quanto pare a corto di denaro e reduce dai “no” ad Olimpiadi e referendum. Stavolta la Raggi deve dire “sì”. Indubbiamente dovranno essere apportate modifiche sul progetto varato al tempo da Ignazio Marino.

Sullo stadio è arrivato anche l’ok di Beppe Grillo, dunque si va avanti in attesa del passaggio chiave previsto il prossimo 6 febbraio. L’ultima riunione nella Conferenza dei servizi dovrà essere una variazione del Piano regolatore approvata dal Consiglio comunale su input della giunta. Berdini ha dunque poco tempo a disposizione per capire se stare alle regole o farsi da parte.

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