Beau Solomon, scarcerato Galioto: spunta il video dell’aggressione

Secondo la procura il clochard resta il colpevole ma la versione fornita dall'ex fidanzata Alessia Pennacchioli non convince

Tutto da rifare. Chi da mesi è al lavoro sull’omicidio di Beau Solomon deve riavviare le indagini. I dati e le dichiarazioni raccolte riguardo la morte del ragazzo americano non accertano che l’assassino sia Massimo Galioto. Il clochard, in un primo momento accusato di aver spinto nel Tevere il giovane, è stato scarcerato. Le versioni fornite da Alessia Pennacchioli, la sua ex fidanzata, non convincono e per il momento Galioto esce dalla cella.

Intanto viene reso noto il video legato alla tragedia avvenuta in estate e acquisito dalla procura di Roma. Il materiale è diviso in due parti. Nella prima ci sono le immagini catturate dalla videocamera della John Cabot University, struttura che in quel periodo accoglieva lo stesso Solomon. Lo statunitense, in maglia bianca, viene avvicinato da alcune persone. In acqua finisce prima un sasso scagliato contro di lui, dopodiché spunta fuori la persona che lo spinge nel fiume. Nella seconda ecco invece la ricostruzione virtuale dell’accaduto realizzata dalla polizia scientifica. Il solo filmato non permette di capire chi sia stato il colpevole.

Per la procura l’autore dell’omicidio rimane Galioto. A puntare il dito contro di lui la Pennacchioli e Mario Buzzi, altra persona accampata sotto ponte Garibaldi insieme a loro. Buzzi dichiarò di non essere presente sul luogo al momento del fatto, ammettendo però l’indomani stesso che fu proprio Galioto a confidargli di aver spintonato Solomon.

Nell’ambito dalla scarcerazione pesa tuttavia il ruolo della Pennacchioli, non in grado di collegare il suo ricordo alle immagini visionate insieme agli investigatori. Giuseppe Zalanda, l’avvocato che assiste la famiglia Solomon, prende atto della decisione e si augura di sapere al più presto chi fu ad aggredire il ragazzo nella notte tra il 30 giugno e il primo luglio del 2016.

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