Virginia Raggi a Palazzo Chigi, positivo l’incontro sul salario accessorio

Sindacati sul piede di guerra: si attendono i premi per la produttività del secondo semestre 2015

340 milioni di euro. Soldi da restituire allo Stato. Una somma legata a quei “premi a pioggia” pagati tra il 2008 e il 2012 ai dipendenti capitolini sotto forma di salario accessorio in maniera, a quanto pare, “illegittima”.

Una cifra elevata per il Campidoglio. Così Virginia Raggi si reca a Palazzo Chigi sperando di trovare una soluzione agevole. Ad attenderla c’è Claudio De Vincenti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

«Un colloquio positivo», riferisce il sindaco all’uscita. Il pagamento del salario accessorio avverrà utilizzando un meccanismo concesso alla giunta Raggi grazie alle economie di gestione fatte in passato.

Ciò che sindaco e staff si era ripromessi di chiedere era di fatto uno sconto sulla restituzione dei soldi versati negli anni precedenti. Opzione preferibile, considerando che sbloccare le risorse per i premi arretrati esporrebbe il Comune a una possibile azione da parte della Corte dei Conti per l’ipotesi di danno erariale.

La Raggi corre dunque ai ripari. De Vincenti ricorda che la questione rientra strettamente nell’autonomia decisionale dell’amministrazione comunale. Un’azione necessaria da parte del sindaco, fiera dopo l’esito positivo del concorsone e pronta ad annunciare un ampliamento del piano assunzionale, con altri 100 posti da aggiungere.

Tale piano sarà possibile grazie ad uno stanziamento di oltre 2,5 milioni. Intanto si procede con il programma stilato a maggio dall’ex Commissario Tronca, con 1.452 assunzioni nell’arco di tre anni.

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