Tassa rifiuti: l’Ama condannata a risarcire l’Iva, rischio pioggia di ricorsi

Il pagamento dell’iva sulla tassa dei rifiuti è indebita e Ama ora rischia una pioggia di ricorsi. A dirlo sono due sentenze emesse recentemente dai giudici di pace di...

Il pagamento dell’iva sulla tassa dei rifiuti è indebita e Ama ora rischia una pioggia di ricorsi. A dirlo sono due sentenze emesse recentemente dai giudici di pace di Roma e Tivoli. Per ora si tratta di cifre modeste ma che potrebbero salire nel tempo nel caso in cui altri consumatori chiedessero il risarcimento. La partita dell’Imposta sul Valore Aggiunto vale circa 70 milioni annui, sui quasi 800 milioni di valore complessivo della Tari. Una bella cifra che Ama dovrebbe restituire al mittente nel caso ci fossero altri contenziosi.

La media è di 300, 350 euro a utenza indebitamente richiesti e riscossi dall’azienda di nettezza urbana tra il 2006 e il 2011, anni in cui sulla tariffa rifiuti veniva conteggiata l’Iva del 10%. Nelle sentenze emesse si legge che, nel 2009, era stata la Corte Costituzionale a vietare l’applicazione dell’iva, in quanto l’imposta era già di natura tributaria. Una duplicazione di imposizione fiscale in termini economici, un illecito in quelli giuridici. Da qui le richieste di rimborso da parte dei cittadini, già stufi dell’aumento di numerose tasse. Ma soprattutto da parte delle associazioni dei consumatori, sicuramente più attente a questi dettagli. Iva e tari insieme: due tasse in un’una. Proibite ma da sempre versate dai cittadini ignari.

“Siamo felici di questo risultato – ha spiegato l’avvocato che ha seguito le cause a Tivoli e a Roma -. Abbiamo avvisato immediatamente AMA della sentenza, la quale per evitare l’esecuzione immediata nei propri confronti ha deciso di rimborsare gli utenti” – ha dichiarato il legale.

Un precedente importante che potrebbe spalancare la porta a una lunga catena di ricorsi nei confronti dell’azienda dei rifiuti romani, che già non attraversa un momento facile.

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