Campidoglio, il buco da un miliardo e le difficoltà del sindaco

Virginia Raggi pensa ad un piano B per sostituire Muraro, ma a Palazzo Senatorio i conti non tornano

Un ostacolo dopo l’altro. Governare la città di Roma sta diventando sempre più difficile per Virginia Raggi. Il tema Muraro è solo uno dei tanti in agenda per il primo cittadino.

L’annuncio dei nuovi assessori al Bilancio e alle Partecipate, arrivato venerdì, non ha calmato le acque. Bisogna capire come si evolverà l’indagine a carico della persona scelta per gestire il settore dell’ambiente.

La Raggi pensa ad un piano B, con l’ipotesi di affidare al neo nominato Massimo Colomban la delega ai rifiuti. Il sindaco non può sbagliare di nuovo, dai piani alti non sono più ammessi errori. La pressione c’è e si fa sentire. Beppe Grillo assiste all’intera vicenda con grande pessimismo, sconcertato dal modo in cui la Raggi ha gestito finora il caso Muraro.

In Campidoglio il clima resta teso. L’addio del Ragioniere Generale Stefano Fermante, avvenuto la settimana scorsa, suona come un campanello d’allarme. Alla base del suo passo indietro la difficoltà a lavorare con lo spettro di un buco da circa un miliardo di euro nei conti delle Partecipate.

Fermante avrebbe consegnato al sindaco una relazione per motivare la sua decisione. A pesare anche la lentezza da parte della giunta nel procedere. Il miliardo in ballo potrebbe far saltare tutto, mettendo in discussione il piano di rientro concordato nel 2014 dal Governo con la giunta Marino per garantire equilibrio nei conti del Campidoglio.

Da una parte il debito, dall’altra la paralisi completa: ecco come si aggrava in poco tempo una situazione già delicata di per sé.

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