Rifiuti, il piano di Ama

Previsto un nuovo metodo per la raccolta differenziata, Muraro attende di essere sentita in procura

Non c’è ancora una data precisa, ma a breve il pm Alberto Galanti interrogherà Paola Muraro. Da venerdì sono in procura le carte che contengono l’intera trascrizione dell’audizione avvenuta a Palazzo San Macuto lo scorso 5 settembre.

In quell’occasione l’attuale assessore capitolino all’Ambiente venne sentita in Ecomafie assieme al sindaco. In procura viene consultato anche tutto il materiale sequestrato dal Noe in Ama. Si tratta di documenti dove viene ricostruito il quadro preciso degli incarichi svolti dalla Muraro nel corso dei dodici anni di consulenza.

Ad oggi emerge un dato importante agli occhi degli inquirenti. Il materiale che usciva dai due impianti di trattamento meccanico biologico, situati al Salario e a Rocca Cencia, aveva un codice diverso da quello reale del prodotto trattato. E chi dava l’ok all’etichettatura dei prodotti era proprio la Muraro.

Ecco perché i membri della Commissione Ecomafie torneranno ad ispezionare gli impianti. Adesso c’è anche un altro obiettivo, quello di verificare i passaggi amministrativi dell’ultimo triennio. Un approfondimento per controllare quanto avvenuto sotto la guida di Ignazio Marino, del Commissario Tronca e della nuova giunta.

Il lavoro in questione si innesterà sulle due relazioni già in possesso della Commissione sugli anni precedenti. Da capire se esistano o no elementi di continuità tra l’epoca che ha preceduto la chiusura di Malagrotta e quella successiva, se si è cercato di fare a meno di Manlio Cerroni o se il sistema da lui creato è andato avanti sotto altre forme.

Mentre in Ama è caccia al nuovo amministratore unico, si studia un piano che permetta di migliorare la raccolta. Del progetto se ne starebbe occupando Roberto Cavallo, al lavoro con sindaco e assessore.

L’idea di base è quella di rimuovere del tutto i cassonetti dalle strade, puntando tutto sul recupero dell’immondizia porta a porta. Al momento si stima di cominciare a gennaio dai primi due municipi. Un test per valutare se la prassi potrà essere estesa in periferia. Attraverso dei sacchetti tracciabili si tenterebbe di scoprire i cittadini che differenziano meglio, premiandoli con uno sconto sulla Tari. Al momento sono tutte ipotesi. La strada è davvero lunga.

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