Crisi M5S, Direttorio e Virginia Raggi ai ferri corti: “Io non mollo”

di Cristina Autore
Virginia Raggi a Palazzo Valentini durante l'incontro ''Roma oltre la baraccopoli'', Roma 23 Marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il comizio a Nettuno, poi la conferma del sostegno alla Raggi da parte del Movimento 5 stelle, con una precisazione che la dice lunga: “Vigileremo sull’operato della sindaca”.

La pace fatta tra il direttorio romano e la giunta Raggi è durata davvero poco. Nonostante il tentativo di mostrarsi uniti davanti la piazza, una nuova dimissione sconvolge gli equilibri instabili del Movimemnto di Beppe Grillo e del mandato romano.

Parliamo del neo assessore al Bilancio, il Magistrato Raffaele de Dominicis, nominato con orgoglio neanche due giorni fa. Eppure non ha i requisiti per svolgere il ruolo, chiarisce la Raggi perchè è indagato dalla Procura di Roma per abuso di ufficio.

Una notizia che proprio non ci voleva, ora che gli animi si erano calmati all’indomani delle 5 dimissioni a catena avvenute in Campidoglio e alla bufera del caso Muraro, l’assessore all’ambiente indagata per reati ambientali. “Davvero un controsenso. Trasparenza e onestà, capisaldi del Movimento, mancano nella giunta Raggi” – l’accusa degli altri partiti politici. Indagati, procedimenti, incompatibilità di ruolo degli eletti che hanno creato caos e polemiche.

Il mini direttorio romano si è dimesso, manifestando in maniera chiara la volontà di separare i destini del movimento e della sindaca. L’immagine che emerge è davvero negativa e i malumori si diffondo a macchia d’olio a Palazzo Senatorio. La tregua con i vertici resta fragilissima. “Non mollo” ha detto la sindaca anche se pare che si sia già mossa con un legale di fiducia per capire quali siano i margini di manovra consentiti dal contratto firmato con il M5s. Una penale da 150mila applicata nel caso in cui l’eletta romana disattenda ai principi fondamentali del Movimento, la spada di Damocle ora sulla testa dell’avvocatessa romana.

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