Raggi Vs Fortini su emergenza rifiuti a Roma, torna l’incubo Malagrotta

di Cristina Autore

Non c’è un documento né un piano straordinario, ma un presidente dimissionario. Parliamo del numero uno di Ama Daniele Fortini che ha deciso di abbandonare i vertici della municipalizzata dei rifiuti romani mentre la città trabocca di immondizia e cassonetti stracolmi.
L’incontro con il presidente della Commissione bicamerale di inchiesta e poi la richiesta di un supplemento per fare luce sul ciclo dei rifiuti romani, che sembra non decollare. E intanto è scontro aperto tra il Comune e lo stesso Fortini. Siamo in attesa che Ama invii ufficialmente il piano operativo, all’attenzione della sindaca e dell’assessore Muraro, scrivono da Palazzo Senatorio mentre si pensa a chi dovrà lavorare sull’emergenza. L’azienda commissariata, in mano alla Raggi e a un pool di esperti è al momento l’ipotesi più accreditata per traghettare Roma fuori da questo mare di rifiuti. Ma quel che non funziona è alla base. Impianti saturi, malfunzionanti e stracolmi che non sono pronti a ricevere ancora e ancora tonnellate di immondizia. Ed è qui che il corto circuito Ama Campidoglio fa scoppiare l’ultima scintilla: la più grossa, con un nome che a Roma significa moltissimo. Parliamo dell’impianto di Malagrotta, una bomba ad orologeria chiusa anni fa e su cui la Procura di Roma indaga per disastro ambientale.  “Cerroni ha sempre detto che ha a disposizione 250 mila metri cubi per ospitare rifiuti, che corrispondono a 300 mila tonnellate” – ha detto Fortini, appoggiando l’ipotesi della riapertura del sito, soprannominato dai residenti “la discarica dei veleni”.
Non si fa attendere il tweet della Raggi: «Malagrotta non riapre, si bonifica e abbiamo pronta una delibera” – scrive il sindaco attaccando Fortini. Una situazione complessa e una data, il 4 agosto, nella quale Roma sarà chiamata ad eleggere i nuovi vertici della municipalizzata, coloro che avranno in mano le sorti della Capitale d’italia.

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