Caos Atac, tutti i numeri del fallimento della partecipata romana

di Cristina Autore

Secondo la rivista tedesca “Spiegel” è la società peggiore di Europa, come anche secondo Codacons. Parliamo dell’Atac, la municipalizzata capitolina che ogni giorno fa viaggiare sul trasporto pubblico romano migliaia e migliaia di cittadini. Un affondo che arriva direttamente dalla Germania ma che rispecchia il pensiero della maggior parte dei romani costretti ogni giorno a convivere con ritardi, scioperi e autobus pieni come carri bestiame. Un periodo difficile per atac che secondo un’ultima stima quest’anno avrebbe macinato dieci milioni di chilometri in meno rispetto a quelli programmati. Numeri messi nero su bianco nel rapporto che i nuovi vertici della partecipata romana hanno consegnato direttamente al Campidoglio, insieme al bilancio dello scorso anno. Un “mea culpa” che si avverte sulla pelle dei viaggiatori di autobus, ferrovie urbane e metro della capitale. Le cause del disastro sono da ricercare in primis negli scioperi, sempre più frequenti annunciati spesso con poco preavviso dai sindacati. L’ultimo in ordine di tempo proclamato dall’UGL qualche settimana fa esattamente in concomitanza con la prima partita della Nazionale agli Europei di calcio, Belgio-Italia.
Ma non è tutto, c’è da convivere con le corse a rallentatore del Tpl, la manutenzione adeguata o assente sulle linee metro, i guasti continui e i controlli inesistenti sui possessori del bit.
Sulla linea A della Metro si legge nella Relazione sulla gestione, il calo è stato del 16,6%, sulla B di quasi il 20%. Ad incidere soprattutto la carenza di personale dovuto in parte alle durissime proteste da parte dei dipendenti sulla modifica del contratto di macchinisti e conducenti, che chiedono di diventare pubblici ufficiali per difendersi dalle reazioni violente dei passeggeri infuriati. Sulla B più che altro hanno inciso i guasti: i convogli della metro blu hanno, in media, 19 anni di età. Per lo Spiegel a far notizia sono i vagoni che cadono a pezzi, la sporcizia e la mancanza di puntualità. Trasporti in estate bollenti e in inverno gelidi. Storie di ordinaria follia che per i romani sono solo la dura e triste realtà di una città allo sbando.

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