Blitz della polizia nella tendopoli del Verano. Identificati circa 70 stranieri

la tendopoli è nata dopo la chiusura dell'ex centro Baobab

Sono le 7 del mattino. Circa 200 immigrati, accampati nel piazzale tra via Cupa e il cimitero, a due passi dalla stazione Tiburtina, vengono svegliati da tanti, forse troppi uomini in divisa. Al loro arrivo, in molti cercano di fuggire, si sparpagliano, tra le auto incolonnate sulla strada, ma vengono fermati. Iniziano subito le procedure per l’identificazione, come richiesto dal Ministero degli Interni. A gruppi di trenta gli stranieri vengono accompagnati all’ufficio immigrazione della questura in Via Parini. Insieme alle forze di polizia, sono presenti, scrive in una nota la questura, mediatori sociali e conoscitori delle lingue di origine degli Extra-comunitari allo scopo di fornire loro una corretta informazione circa i diritti ed i doveri legati alla legge italiana. Nel piazzale da giorni ormai dormono all’aperto i molti immigrati che prima vivevano all’interno dell’ex centro Baobab, le cui porte sono sbarrate dal 6 dicembre scorso. I volontari, per tutto l’inverno hanno chiesto alle istituzioni l’assegnazione di un altro luogo dove far nascere “un polo in grado di fornire un’accoglienza” hanno scritto “degna di un paese europeo”. E la situazione è resa ancora più difficile dalle condizioni igienico-sanitarie. Intanto la questura ha fatto sapere che l’intervento, ha visto l’identificazione di circa 70 cittadini provenienti da Egitto, Etiopia, Eritrea, Somalia e altri paesi del Nord Africa.

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