Scandalo ‘Affittopoli’, oltre 50 funzionari indagati per abuso d’ufficio

di Cristina Autore

Una lunga serie di funzionari pubblici, una cinquantina che negli anni hanno amministrato gli immobili del Campidoglio, affittando quasi 20mila proprietà del Comune a meno di 100 euro al mese. Uno scandalo ribattezzato Affittopoli dal pubblico ministero Corrado Fasanelli che dovrà far luce sulla gestione del patrimonio immobiliare di Roma. Abuso d’ufficio e omissioni in atti d’ufficio sono i reati per il momento iscritti dalla Procura nel fascicolo dell’inchiesta. Dieci giorni fa il Commissario Francesco Paolo Tronca ha consegnato il dossier alla Corte dei Conti: primo atto nel quale sono contenuti i nomi di chi ha rivestito ruoli nella gestione delle quasi 60mila proprietà del Comune. Era stato lo stesso Tronca a stimare una perdita per le casse della Capitale di circa 100 milioni di euro l’anno con affitti che hanno sconvolto l’opinione pubblica. Trenta auro al mese per un appartamento al Colosseo, cinquanta per un attico sul Lugotevere. Prezzi bassissimi, illusori, che hanno consentito a tanti cittadini senza titolo di approfittare dei beni della collettività per anni, rimasti invariati a causa di un malfunzionamento della macchina amministrativa. Negli ultimi 10 anni, i funzionari del Comune hanno fatto finta di niente, voltato la faccia dall’altra parte, senza alzare un dito o storcere un capello a chi viveva da anni sulle spalle del Comune di Roma. Una condizione di illegalità, una maxi inchiesta che non esclude nessuno. Neanche chi si è rifiutato di sgomberare gli spazi in questione, pur sapendo che quei locali pubblici erano occupati irregolarmente. Non resta che aspettare il corso dell’inchiesta che intanto fa il giro del mondo, mettendo in cattiva luce la Capitale italiana. Persino sulle pagine del New York Times che da mesi segue lo scandalo oltreoceano commentando con satira e indignazione un affitto di 10 euro al mese con vista sui monumenti più antichi del mondo.

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