Sciopero mezzi, boom di certificati e permessi

Adesioni fino al 70% per Usb, fa discutere il caso Atac

I sindacati esultano, Roma soffre. È l’ennesimo epilogo di una giornata di sciopero dei mezzi nella Capitale, costretta a festeggiare il suo complenno tra disagi e agitazioni. Un giorno come tanti insomma. Poco importa che il 21 aprile ricada il Natale di Roma se il trasporto pubblico decide di scioperare e mettere in ginocchio una metropoli intera. Un grande successo, fanno sapere le sigle sindacali che hanno richiesto e aderito allo sciopero.

Oltre il 70% dei mezzi di superficie non ha viaggiato dalle 8.30 alle 12.30. Questo secondo USB, una tra le sigle promotrici della protesta. E ancora, metro A, B e C chiuse, un solo treno isolato percorreva la Roma Lido, mentre la Roma-Viterbo era fortemente rallentata. I lavoratori in Atac che lottano da mesi contro l’accordo del 17 luglio, che li penalizza fortemente sul piano economico e dei diritti, esultano. Eppure l’Atac storce il naso a suoi dipenti. L’agenzia della mobilità capitolina ha fatto sapere in un comunicato di aver rilevato “un notevole aumento dei casi di malattia denunciata a inizio servizio e di richieste di utilizzo permessi, in particolare sulla linea B della metropolitana dove sono rimasti scoperti il triplo dei turni rispetto alla media”.

L’azienda “si è attivata immediatamente per inviare visite fiscali a domicilio e verificare la legittimità di accesso ai permessi richiesti”. Perché un conto è scioperare ed esercitare un diritto sancito dalla costituzione, un conto e assentarsi con permessi fittizzi. La situazione ha messo a rischio i tempi di riapertura delle linee, aumentando così i disagi dei cittadini che hanno celebrato così i 2769 anni della loro Capitale.

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