Roma, a sei anni muore di varicella. Indagato medico dell’Umberto I per omicidio colposo

Negligenza, imperizia e imprudenza sono parole che diventano colpe quando causano la morte. Se ad esserne vittima è una bambina di sei anni al dolore si aggiunge anche la...

Negligenza, imperizia e imprudenza sono parole che diventano colpe quando causano la morte. Se ad esserne vittima è una bambina di sei anni al dolore si aggiunge anche la rabbia. E’ il 30 marzo 2014 quando Aicha, figlia di una coppia di marocchini giunti in Italia nel 1994, viene ricoverata all’ Umberto I per forti fitte alla schiena. Le viene diagnosticata una patologia ai reni e viene sottoposta ad una terapia a base di cortisone. Dopo meno di un mese, il 24 aprile, la piccola muore. La causa una varicella latente resa letale dalla dose eccessiva di cortisone somministrata dal nefrologo del reparto pediatrico. Lo specialista non si era accorto della patologia e, come emerge dagli atti, è stata l’inadeguatezza del trattamento terapeutico a determinare l’evoluzione fulminante della varicella già contratta dalla bambina. Dopo il decesso è subito avviata un’indagine nel corso della quale vengono passate al setaccio dalla Procura tutte le cartelle cliniche. Sono trascorsi due anni e si è giunti alla conlcusione dell’ inchiesta nei confronti del medico coinvolto. Su di lui pende l’accusa di omicidio colposo e adesso rischia di finire sotto processo.

 

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