Il bilancio della Pasqua “blindata” a Roma: dalle falle del sistema di sicurezza al calo del turismo

di Cristina Autore

Migliaia di fedeli in Piazza San Pietro per l’Angelus Pasquale, altrettante Forze dell’Ordine schierate in campo per l’allerta terrorismo eppure un uomo sale su un lampione per protesta e non scende più. Un episodio simile era capitato qualche mese, a Natale, poco dopo gli attentati di Parigi. Allora un uomo salì sul Colosseo minacciando il suicidio davanti gli occhi attoniti di Polizia e Carabinieri che intervennero molto dopo, ma che erano già sul posto in presidio. Gesti clamorosi, singoli che preoccupano e creano falle nel sistema di sicurezza. “E se fossero stati terroristi?” La domanda di molti, che non trova risposta.

Una Pasqua blindata quella di quest’anno a Roma ancora sconvolta e timorosa dopo gli attentati di Bruxelles. I fedeli hanno attraversato percorsi obbligati, delimitati da transenne e sottoposti a controlli con i metal detector per arrivare in Piazza San Pietro e prendere parte all’Angelus. Nessun interferenza, se non fosse per quell’uomo che è riuscito ad arrampicarsi senza incontrare nessun ostacolo. La Polizia ha cercato di farlo scendere, ma nulla da fare ed è rimasto lì per 15 minuti mentre la “Papamobile” attraversava la piazza. Un fatto che risulta piuttosto allarmante ma che non ha interferito in alcun modo con le celebrazioni della Santa Pasqua.

Se da un lato si è registrata una massiccia presenza di fedeli in Vaticano, dall’altro il numero di turisti che ha scelto la Capitale come meta per trascorrere le festività pasquali è diminuito rispetto all’anno scorso. A dimostrarlo i dati delle prenotazioni alberghiere che hanno registrano il 5 per cento in meno delle presenze.

Si tratta dell’effetto Bruxelles, almeno secondo il Codacons. La paura e il timore di frequentare luoghi sensibili dell’Europa come Roma, che ci conferma ogni giorno che non esiste il rischio zero.

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