Appalti pubblici, 19 arresti per tangenti tra dirigenti Anas e imprenditori: coinvolto un deputato

Dirigenti e funzionari dell’Anas. Oltre a imprenditori aggiudicatari di appalti per opere pubbliche di primaria importanza. E ancora un avvocato e un politico: Marco Martinelli, parlamentare di Forza Italia....

Dirigenti e funzionari dell’Anas. Oltre a imprenditori aggiudicatari di appalti per opere pubbliche di primaria importanza. E ancora un avvocato e un politico: Marco Martinelli, parlamentare di Forza Italia. In tutto 19 le persone finite nel mirino della Guardia di Finanza di Roma nell’ambito di un’inchiesta per corruzione negli appalti pubblici. 250 i militari delle Fiamme Gialle del comando provinciale di Roma coinvolti nell’operazione scattata all’alba di venerdì in seguito alle indagini condotte dal nucleo di polizia tributaria della Finanza.
50 le perquisizioni. Sequestrate disponibilità finanziarie per circa 800mila euro. L’operazione, denominata ‘Dama nera’, non è che lo sviluppo della prima inchiesta sulle tangenti pagate ad alcuni funzionari dell’Anas dagli imprenditori destinatari degli appalti. Tra questi Antonella Accroglianò, la dirigente soprannominata appunto ‘dama nera’.
“Un marciume diffuso all’interno di uno degli enti pubblici più in vista nel settore economico degli appalti”. si legge nel provvedimento con cui il gip ha disposto gli arresti.Gli episodi di corruzione erano finalizzati a favorire l’aggiudicazione di gare d’appalto a determinate imprese e a velocizzare l’erogazione dei pagamenti. In questo contesto il deputato, secondo le prime ricostruzioni, in virtù del ruolo istituzionale ricoperto avrebbe garantito al titolare di un’importante impresa la nomina di un presidente di gara ‘non ostile’ con l’obiettivo di fargli aggiudicare l’appalto desiderato.Il consiglio di amministrazione dell’Anas ha fatto sapere che gli arresti di stamattina erano attesi. L’azienda, inoltre, sta “attivamente collaborando da qualche mese” con la procura.
Le persone oggetto di provvedimenti cautelari sono quelle che erano state già arrestate nella prima fase delle indagini e già licenziate da Anas con procedura accelerata, con qualche attesa eccezione. I reati contestati sono corruzione per l’esercizio della funzione e per atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti, autoriciclaggio, favoreggiamento personale e truffa.

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