Caso Cucchi, annullata l’assoluzione dei cinque medici del Pertini

Decisione presa dalla quinta sezione penale della Cassazione di Roma

Cinquasette pagine depositate dai giudici, pagine che raccolgono le motivazioni per cui lo scorso 15 dicembre è stato disposto un appello-bis per omicidio colposo, e per cui sono state anche annullate le assoluzioni per i cinque medici dell’ospedale Sandro Pertini.

“Ingiustificabile l’inerzia dei medici, illogico non aver fatto una nuova perizia”. Così si pronuncia la Cassazione di Roma, aggiungendo che non sono state fornite spiegazioni esaustive e convincenti del decesso di Stefano Cucchi. Secondo il verdetto, gli stati patologici di Cucchi al momento del ricovero avrebbero dovuto imporre maggiore attenzione ed approfondimento, con ricorso alla diagnosi differenziale.

L’assoluzione dei cinque medici in questione rimette quindi tutto in discussione. Per loro è ora previsto un nuovo processo d’appello che dovrà verificare se ci sono state condotte omissive per impedire il decesso del ragazzo, ricoverato in una struttura protetta del nosocomio.

A questo punto dovrà essere accertata la concreta organizzazione della struttura, con un occhio di riguardo verso i ruoli e le sfere di competenza delle cinque persone coinvolte.

Ciò che la quinta sezione della Cassazione vuole comunque cercare di scoprire è la reale causa della morte di Stefano, vale a dire la patologia specifica che ne ha determinato il decesso. Un punto determinante che in pratica rappresenta il necessario antecedente su cui innestare l’indagine sul nesso di causalità giuridica.

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