Amministrative, dopo il referendum Salvini chiede le primarie

Domenica 6 marzo il PD si sceglie il candidato sindaco

Ancora pochi giorni e si conoscerà il nome del candidato sindaco di Roma per il centrosinistra. Le primarie del PD sono ormai dietro l’angolo e le sei persone in gara proseguono con gli ultimi appuntamenti in agenda prima dell’esito finale.

Domenica la parola passerà agli elettori, chiamati a sceglierne soltanto uno tra Chiara Ferraro, Roberto Giachetti, Gianfranco Mascia, Roberto Morassut, Stefano Pedica, Domenico Rossi. Il favorito sembra ancora essere Roberto Giachetti, ma al di là di chi è più quotato o meno, c’è comunque il rischio flop, con il timore che siano in pochi a recarsi alle urne tra le 8 e le 22 il prossimo 6 marzo.

Mentre Beppe Grillo parla di una «settimana decisiva a Roma per il M5S», dopo la scelta ricaduta su Virginia Raggi, c’è una persona che nel centrodestra continua ad invocare le primarie ed è Matteo Salvini. Il leader del Carroccio è tornato a farsi sentire dopo il referendum della Lega andato in scena a Roma.

Nonostante la preferenza per Alfio Marchini, più votato rispetto a Guido Bertolaso, Salvini ha però osservato come nessun candidato sia arrivato alla maggioranza alla metà dello spoglio.

«Se andiamo alle urne con quattro candidati la sconfitta è certa», ha ammesso Salvini. Che continua a volere maggiori input dai cittadini dicendosi pronto a fare un passo indietro, purché arrivi un nome dal popolo. «I romani vogliono dal centrodestra un confronto e una candidatura seria e unitaria». Parole chiare, non c’è dubbio, ma bisognerà vedere quanto saranno prese in considerazione dai diretti interessati.

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