Affittopoli, stop alla vendita delle case del centro

L'esame è in corso, ma il Campidoglio sembra aver già preso la sua decisione

Giù le mani dalle case del centro. Per il momento meglio evitare la vendita dei pezzi più pregiati. Questa l’idea del Campidoglio in una fase piuttosto convulsa, in cui Tronca e i suoi collaboratori stanno facendo una corsa contro il tempo per tutte le verifiche del caso. Il tentativo adesso è quello di porre uno stop alle delibere del 2012 e del 2015, risalenti alle amministrazioni degli ex sindaci Alemanno e Marino ed entrambe rivolte agli appartamenti non considerabili come “popolari”.

Se l’esame risulta ancora essere in corso, la decisione sembra sia già stata presa. Lo staff di Tronca ha le idee chiare in tal senso: il Campidoglio non vuole infatti privare i cittadini romani del patrimonio che, seppur trascurato, possiede un alto valore in termini economici, specie nel centro storico.

Nel frattempo ci sono da registrare nuovi particolari su Affittopoli. Intanto è scattato il count-down per i “furbetti”, i quali avranno poco meno di venti giorni per saldare i debiti accumulati, unica soluzione per evitare il possibile sfratto.

Inoltre il capo della segreteria di Tronca Carla Romana Raineri ha fatto visita negli uffici dell’Anac, l’Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone. Voci di corridoio parlano di una possibile intenzione da parte di Cantone stesso di porre in esame le posizioni dei dirigenti del Campidoglio. Il problema è che tuttavia le carte non sono ancora in uno stato tale da consentire a Cantone di intervenire con rapidità.

In Comune si lavora a ritmi forsennati cercando almeno di mettere ordine, come dimostrato dal lavoro che stanno portando avanti le task force volute da Tronca, attualmente impegnate nell’elaborazione di un quadro organico dell’immenso patrimonio immobiliare.

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