Stadio Olimpico: accordo sulla sicurezza, ma restano le barriere

Firmato il Protocollo d'Intesa da Questura, CONI, Roma e Lazio

Una serie di soluzioni pensate soprattutto per incentivare il dialogo tra società e tifosi, grazie all’attivazione di sportelli funzionali alla comunicazione tra le due parti, e grazie anche ad alcune campagne di sensibilizzazione avviate dai due club della Capitale. Inoltre, una variazione per quanto riguarda chi dovrà sorvegliare prima, durante e dopo i match, con gli steward incaricati di effettuare i controlli nelle vie d’accesso allo stadio e le forze dell’ordine stipate nelle aree di pre-filtraggio.

Sono questi i punti principali del Protocollo d’Intesa che la Questura della Capitale ha siglato insieme a CONI, Roma e Lazio alla presenza del Prefetto Franco Gabrielli. Un’iniziativa promossa dal questore Nicolò D’Angelo e nata in seguito ad una ricerca scientifica contenente un’indagine psico-sociale, condotta su un campione di oltre 2000 questionari rilasciati in occasione di 4 gare di Roma e Lazio. Ricerca che ha fornito importanti indicazioni relativamente alla percezione della sicurezza dello stadio, così come sulla natura della contestazione al nuovo modello organizzativo adottato dall’inizio del campionato. Da qui la scelta di creare degli sportelli specifici attraverso cui i tifosi potranno dialogare con i club per organizzare eventuali iniziative di tifo, senza dover quindi rivolgersi alla polizia come in passato.

E le barriere? Quelle restano, almeno fino al termine della stagione. Poi si vedrà. Lo ha confidato alla stampa proprio D’Angelo, lasciando intuire che se ne riparlerà in estate, nella speranza che per quel periodo le acque saranno ormai calme. Per ora c’è da pazientare, adeguandosi alla situazione. Non sarà semplice per i tifosi, considerando l’aria che tira. Difficile poi intuire se dopo altri mesi assenza dagli spalti il clima sarà più mite o no.

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