Palazzo crollato al Flaminio 14 giorni dopo, tra cantieri fantasma e l’ira degli sfollati

di Cristina Autore

Un forte vento, tutto fermo, nessuno lavora e cresce la paura di nuovi cedimenti. Si presenta così il palazzo sul Lungotevere Flaminio a due settimane dal devastante crollo che ha sventrato i tre piani superiori dell’edificio.

La procura ha dato il via libera alla messa in sicurezza della palazzina storica, costruita ben 80 anni fa, nel 1939.

Eppure sembra tutto fermo. La strada rimane chiusa al traffico veicolare, creando non pochi disagi per i residenti e per chi ogni giorno deve raggiungere il posto di lavoro. Una voltante della polizia è ferma ai margini delle barricate di sicurezza che delimitano il perimetro del palazzo, sotto sequestro. Confrontando le immagini di quel 21 gennaio scorso con quelle registrate oggi è evidente quanto la struttura abbia risentito delle intemperie di queste settimane. Pioggia, vento, che non hanno fatto altro aumentare il peso delle macerie sui piani sottostanti ancora in piedi, ma non si sa per quanto.

Al secondo piano del palazzo un balcone è aperto. Qualcuno è entrato: probabilmente i consulenti tecnici chiamati a fare luce sulla vicenda. Gli inquilini sono ancora fuori casa, temono l’intrusione di ladri e non hanno idea di quando e se potranno mai tornare nelle proprie case.

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