Affittopoli, Tronca chiede un tour de force per le verifiche

L'obiettivo è di ricavare circa 300 milioni l'anno

La mole di lavoro appare infinita, ma per Tronca non c’è tempo da perdere e quindi sotto con i controlli. Il Commissario Straordinario di Roma Capitale chiede verifiche a tutto spiano dopo l’ennessimo scandalo che ha travolto la città, con le case del Comune affittate a prezzi irrisori e una perdita annuale per mancati introiti pari a circa 100 milioni di euro.

Sono almeno trenta le verifiche giornaliere richieste. Tronca ne ha discusso con la sua squadra chiedendo di fare in fretta. Così facendo nel giro di un mese si potrebbe già chiudere il Primo Municipio, vale a dire la zona del Centro Storico e di San Pietro, dove dei 574 immobili accertati otto su dieci non dispongono di alcun tipo di contratto.

Due le task force radunate per supportare le operazioni di verifica in corso. Questo non solo perché Tronca vuole lasciare il segno nella sua breve avventura alla guida del Campidoglio, ma perché recuperando circa 8 milioni di euro a Municipio, se ne riuscirebbero ad incassare quasi 300 all’anno, mettendo a reddito gli immobili. Il che di questi tempi rappresenterebbe un miracolo. D’altronde d’interventi da fare a Roma ce ne sono tantissimi: strade, pulizia, trasporti. Per non parlare delle tasse, che potrebbero essere ridotte dopo innalzamento dovuto per ripianare il buco da 12 miliardi accumulato dal Comune in decenni.

Un percorso lungo e in salita: Tronca vuole accelerare, i problemi sono tanti. Per esempio ad oggi non è chiaro nemmeno a quanto ammonti il patrimonio immobiliare del Campidoglio, visto che gli uomini del Commissario hanno censito circa 25mila immobili, ma sono tantissimi quelli ritenuti “fantasma”. Per questo Tronca si appresta adesso a contattare l’Agenzia delle Entrate e il Castasto generale.

Chi risulterà essere in regola non avrà nulla da temere. Per gli altri ci saranno due opzioni: o lo sfratto, la regolarizzazione del contratto, laddove possibile. Vista l’inutilità delle raccomandate, le notifiche agli inquilini arriveranno tramite vigili urbani o funzionari comunali: dopodiché seguiranno le convocazioni da parte dell’amministrazione.

Intanto l’indagine viaggia spedita anche in procura, dove i procedimenti aperti su Affittopoli sono ben due: uno riguardante le modalità di assegnazione degli alloggi ai privati, ed un altro legato alle migliaia di appartamenti per i quali non sarebbe stato pagato alcun tipo di affitto nel tempo.

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