Crollo al Flaminio: nominati due ingegneri per le cause, si indaga su ditte e inquilini

di Cristina Autore

Una corsa contro il tempo quella dei due ingegneri nominati dalla Procura di Roma per indagare sulle cause del crollo del palazzo sul Lungotevere Flaminio, avvenuto venerdì scorso.
Sono L’ex comandante dei Vigili del fuoco Claudio De Angelis, che si occupò del tragico crollo della palazzina in via Jacobini quasi 20 anni fa e la collega Lucrezia Le Rose. Devono fare presto: verificare lo stato di agibilità dell’edificio per poi procedere al dissequestro della struttura e al rientro dei residenti nelle proprie abitazioni.

Intanto i pm hanno ascoltato i responsabili della ditta che stava effettuando i lavori di ristrutturazione nell’appartamento al quinto piano, l’amministratore di condominio e quasi tutti gli inquilini.

Il procedimento al momento resta contro ignoti ma non si esclude la possibilità che, a breve, possano comparire le prime iscrizioni nel registro degli indagati.

«Abbiamo abbattuto i tramezzi per fare un open space, com’era fedelmente riportato nei progetti, ma senza buttare giù alcun muro portante» ha dichiarato agli investigatori la ditta incaricata della ristrutturazione dell’appartamento al quinto piano devastato dal crollo.

L’abbattimento potrebbe aver gravato sulla storica struttura, in piedi da oltre 80 anni. Ma ad aver contribuito al cedimento potrebbero essere stati anche i pesi fuori misura messi in terrazza al sesto piano. “Una giungla di vasi e arbusti che avevano messo radici nel pavimento – hanno raccontato alcuni condomini”. Una pericolosa situazione, un sovraccarico che sarebbe stato fatale. Ai due periti l’ardua valutazione del rischio di nuovi crolli.

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