Campidoglio, indagati quattro ex collaboratori di Marino

Nuove scoperte da parte della Procura

Altre quattro persone, altri quattro nomi di non poco conto che finiscono tra gli indagati nell’ambito di un’inchiesta avviata dalla Procura e incentrata su una serie di presunti abusi d’ufficio commessi in Campidoglio attraverso l’assunzione di manager esterni.

Fra i 48 nomi racchiusi nella lista, in cui vi sono anche quelli degli ultimi due sindaci di Roma Gianni Alemanno e Ignazio Marino, figurano adesso quelli di persone che per due anni hanno lavorato a fianco dell’ex primo cittadino romano.

Marta Leonori, Giovanni Caudo e Alessandra Cattoi: tutti ex assessori. E poi anche Mattia Stella, già coinvolto nelle vicende di Mafia Capitale e con un passato nella segreteria di Marino.

Al centro delle indagini condotte dal pm Francesco Dall’Olio ci sarebbe la prassi della “chiamata” diretta, utilizzata sia durante l’amministrazione Alemanno sia durante il periodo in cui Marino governò la Capitale.

Attraverso la chiamata diretta si riuscivano ad aggirare i concorsi, sacrificando le competenze interne per dei ruoli importanti non solo in uffici, ma anche in assessorati e municipalizzate.

Le varie assunzioni attuate nel tempo con un sistema del genere, senza contare le promozioni e i raddoppi delle mansioni, sarebbero costate al Comune circa 12 milioni di euro in più del dovuto.

Cifre impressionanti, maturate tramite due giunte di segno politico opposto, come provato dagli abusi registrati durante le ricerche.

I primi nomi di spicco sono emersi anche tra chi ha beneficiato dei presunti illeciti, come il generale Mario Mori, e Liborio Iudicello, segretario generale del Campidoglio all’epoca di Alemanno.

Se con Mori venne sforato il tetto previsto dalla normativa con un compenso annuo di 159 mila euro, con Iudicello l’asticella si alzò ulteriormente, come dimostrato dai 239 mila euro lordi annui incassati.

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